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LETTERE
Tanabata

LETTERE

N201
Prezzo di listino €18,00 €0,00
Kawabata Yasunari - Mishima Yukio: Ohfuku shokan
1945 - 1970

a cura di Lydia Origliglia

ediz. SE, 2002 pagg 178 - isbn 9788877105431

La morte di Mishima è in qualche modo inscritta nella sua vita. La sua opera descrive tutte le possibili varianti che può assumere l'istinto di autodistruzione: orrore della vecchiaia sentita come decadenza, desiderio di attingere i limiti della bellezza che si confonde con il momento estremo della vita, fascinazione della morte, desiderio di accoglierla come si accoglie l'essere amato. [...] E' facile immaginare quanto profondamente Kawabata sia rimasto sconvolto dal drammatico suicidio dell'amico. Lui, che era stato il suo confidente, il suo testimone di nozze, doveva ora piangerlo alle sue esequie. E non si può non rimanere profondamente sconvolti dal fatto che il Maestro, dopo il suicidio di Mishima, il 25 novembre 1970, abbia scelto di darsi la morte in modo discreto, solitario, solo due anni più tardi, in un piccolo appartamento in riva al mare, nei pressi di Kamakura, il 16 aprile 1972. Così i due scrittori, il più anziano dei quali non ha mai smesso, come si è visto, di favorire la crescita dell'altro, che a sua volta non ha mai esitato a denudarsi di fronte a lui, si trovano per sempre uniti nella morte volontaria. Il sangue, lo splendore, l'eros - questo fu l'universo di Mishima; il candore spettrale, la purezza funebre, il tempo orfano - questo fu l'universo di Kawabata. E però una frase, tra tutte, di Kawabata lascia ancora una volta intuire sino a qual punto i due scrittori fossero vicini: "Ogni artista che aspira al vero, al bene e al bello come realtà ultime della sua ricerca è fatalmente dominato dal desiderio di forzare l'arduo accesso del mondo dei demoni, e questo pensiero, apparente o dissimulato, esita tra la paura e la preghiera". E' forse qui, in questo mondo di demoni, che i due scrittori si sono incontrati più profondamente, ed è lecito pensare che Kawabata, così pudico e riservato, abbia segretamente trovato in Mishima un doppio che ha osato spingersi all'estremo e che talvolta è riuscito a svelarlo a lui stesso. (Dallo scritto di Diane de Margerie)


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